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*

(minima)

[l’inespresso di quel bello di
quando tu taci è
il frutto di un cielo,
così ti scrivo che fuori piove,
e dalla finestra
osserveresti le ortensie
già chine, una manciata
di rose che si scrive sul muro]

*

(semplice appunto, argomentando qualcosa)

la primavera del gesto
è un sole a parte
e il cuore
a seni nudi

*

(per questa volta di archi)

[affacciata qui
se mai qui ti affacciassi,
fatta di natura
se mai la natura ti mancasse
di ramificare nel vento]

*

questa mattina di pioggia il giardino è un tremato di seni,
foglia a foglia, o se preferisci magre spogliarelliste in bilico
che somigliano a qualcosa di bach che ora non ricordo.

(solo per dirti che
artisticamente è il cielo fuori luogo, quel cielo che corre incontro alle cose
quando tu smetti la mattina e ti rivesti senza scrivermi perché)

*

dove finiscono i tuoi capelli
di mattina quando la notte
si è spostata non si sa dove e
non resta sulle cose che
la capigliatura delle tue mani
quando il vento e l’effetto
dei tuoi occhi

Ringrazio la redazione e Deborah Mega in particolare per aver scelto e curato alcuni testi miei su Limina Mundi:

per leggere clicca qui

(titolo d’inverno)

[quando sparisci ti spogli
che il tuo seno è
un mare di tempo, e
nient’altro di me dentro
la frequente erotica bellezza
del mondo, ma lentamente]

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