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Archive for agosto 2011

[lirica n. 0] (102)

 

[lirica n. 0] (102)

‎‎‎‎‎‎‎quella cosa aperta
24h su 24
senza mai
pentirsene
che chiami cielo

 

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[lirica n. 0] (101)

 

[lirica n. 0] (101)

‎‎‎‎‎‎‎le labbra mi stanno come una mappa antica,
quel poco che è di sole erbe rare
che descrive il rimasto: il vegetare oscuro
della parola, la radice
che nulla trapela del bacio

 

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[lirica n. 0] (100)

‎‎‎‎‎‎‎lo stesso tavolo che apparecchio ogni sera.
poi un mio tendine che cede di netto e
qualcosa di te mai commestibile si stacca,
consuma la mia voce a forza di guardarti.
e arrivo soltanto a farmi mattina di te,
seduto per ore analogo al tuo nome

 

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[lirica n. 0] (99)

 

[lirica n. 0] (99)

‎‎‎‎‎‎‎quella mia parola cielo
cha ha fine all’altezza della tua bocca,
dove alla stregua di un dono
tu spogli l’aria da me

 

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[lirica n. 0] (98)

 

[lirica n. 0] (98)

‎‎‎‎‎‎‎l’erotismo delle camere d’albergo nel ‘900
e le irragionevoli persiane che chiudiamo
nei pomeriggi di pioggia.
perché non si sa mai, se poi accade,
chi possa origliarci dai vetri che ci restano

 

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[lirica n. 0] (97)

‎‎‎‎‎‎‎un secchio vuoto e città d’orti,
stanze dove si nasconderà un lenzuolo,
per esempio piove così come pensare,
conche sui cuscini col loro nudo
e tanta pietà. vedi?
da qui a domani ci sono anni
di esistenze e di parole
prive di noi

 

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[lirica n. 0] (96)

 

[lirica n. 0] (96)

‎‎‎‎‎‎lo stesso tavolo che apparecchio ogni sera.
poi un mio tendine che cede di netto e
qualcosa di te mai commestibile si stacca,
consuma la mia voce a forza di guardarti.
arrivo soltanto a farmi mattina di te,
seduto per ore analogo al tuo nome

 

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