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Archive for settembre 2010

[lirica n. 0] (17)

 

[lirica n. 0] (17)

‎mi scrivevi e
fuori pioveva.
il cielo
non parlava
d’altro

 

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[lirica n. 0] (16)

 

[lirica n. 0] (16)

‎si sbottonò la camicietta, pioveva,
si versarono i capelli e le sporgenze
della bocca, ruzzolarono giù persino
i fianchi. soltanto rimasero in scena
i seni, quell’ipotesi in rilievo
di bambina. è un atto ineguale
la tristezza del cielo, scrisse

 

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[lirica n. 0] (15)

 

[lirica n. 0] (15)

‎assièpati dove l’erba è più bassa e
accòstati al vento.
fai presentimento.
decidi i contorni
al mio vivo giardino

 

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[lirica n. 0] (14)

 

[lirica n. 0] (14)

‎sera che restava appesa all’aria
quasi fosse una finestra.
lui osservava i seni di lei ampliarsi.
in quella poca luce
le figure erano quasi chiarissime.
una di fronte all’altra,
in apparenza tagliate nel mezzo e
solo per dissipare quel loro restante buio,
specchiandosi

 

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[lirica n. 0] (13)

 

[lirica n. 0] (13)

‎le scrisse: ti scrivo, e non aggiunse altro.
più tardi fu lungo quella retta del braccio sino al manifestarsi del polso.
più tardi ancora, ma in realtà solo pochissimo dopo,
la mano di lei apparve intera e necessaria

 

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[lettera n. 0]

 

[lettera n.0]

all’interno hai tutto, perfino quell’ulteriore corpo di donna che ha la forma svestita delle mie mani. fuori quei due limoni posati sul tavolo e che ti fanno da seni. e come passando da una camera all’altra mi restano in cima alle dita, lì dove hai messo a tacere il chiaro delle cose, ma solo un’impressione di finestre dove stanno le tue più nude pareti

 

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[lirica n. 0] (12)

 

[lirica n. 0] (12)

‎le si aprì un varco tra i seni
dove piovve per giorni.
lui che restava appeso
in quel senso

 

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