la lievità è il grado di umore di una poesia
che scrivi ad una certa ora della mattina ma presto,
senza l’apprensione di una temperatura
o di un ritardo senza precedenti o se
le primavere passate siano esistite davvero,
e la scrivi sul fondo delle tue mani
mentre sciacqui il viso davanti allo specchio
con quella che sembra acqua o un modo
come un altro o un elemento meticolosamente
descrittivo per non accorgersi di qualcosa
(improvvisata ed imperdonabile perdita di tempo) (appunto, ora)
Giugno 3, 2008 di piermaria[..........]
Maggio 27, 2008 di piermariaeach year the dead grow less dead, and nudge
close to the surface of all things
(c. wright)
cosa c’entra la stranezza? l’enormità
delle teste a quell’unica finestra
della memoria? c’è che l’azzurro
rovescia episodi di pioggia, e poi
cessa di piovere. ogni dissolvenza
è l’apparire ed il vero, le maniche vuote
d’innumerevoli sere rimaste indietro
per sempre. ma mettici alla fine dell’aria
le mani che torneranno a toccarci,
come le voluminose parole che
ci ascoltavano prima che nascessimo,
che fissano il colore del cielo
ad un corpo scomparso
(27.05.08 )
Gli uomini belli ed altri cortometraggi
Maggio 22, 2008 di piermarialeggo da “la nascita dei seni” di jean-luc nancy (cortina editore)
Maggio 16, 2008 di piermariaun’elevazione interminabile, insensibile,
ma che insiste senza esitazione, un sollevamento,
una tensione
leggera e agile fino all’estremità che la porta a termine
senza arrestarla, perché la eleva invece ancora
e la condensa all’improvviso,
la colora e la scurisce,
la increspa e la stria meticolosamente
per fare della sua sporgenza la replica chiusa,
simmetrica, di una bocca aperta tesa,
dischiusa per pronunciare la parola
che affiora da sola – il seno -
come la presenza nuda, al di fuori
e lontano da ogni linguaggio, dall’elevazione stessa
in sé semplicemente compiuta,
acquietata, in una pressione leggera
e mobile – un compimento che a sua volta
è sempre in divenire,
che non cessa di ripetersi
leggo da “la nascita dei seni” di jean-luc nancy (cortina editore),
come a volte accade che la prosa confidi in segreto il gesto (a me fuggitivamente reciproco dalla nascita) della poesia
Marzo 17, 2008 di piermaria

(tentativo di) poesia sentimentale
Gennaio 29, 2008 di piermariale mette un braccio intorno al collo
modificando l’ambiente dei suoi capelli. di frequente
tremori appiattiti e nitidezze di dettagli
che diradano ogni ulteriore narrazione
sono gesti a memoria, viali alle 6.30 di mattina
collegati ad un sistema di luci preserali
per tenere distante il sole del mattino specie se
le nostre persiane cambiano discorso ed è notte ed
i corpi stesi sulla stessa superficie piatta. personaggi
siedono soli tutt’a un tratto di fronte ai semafori
sfogliano riviste sulla complessità morbida degli edifici
che fissano il vuoto entrando in paesaggi
sporadicamente drammatici come tu ed io
che restiamo a distanza di tempo nello stesso
discorso l’amore annotato dai presenti colline
senza paesi che scrutano le auto allontanarsi
una telefonata nel cuore della notte negli
appartamenti vuoti a parte i tendaggi al pianterreno ed
il chiarore residenziale di quando tu addormentata,
per queste analogie nella stanza stiamo ancora parlando
sin dalle prime ore del pomeriggio, le lenzuola tirate oltre
il viso la bianchezza del corridoio in cima alle scale, in fondo
alla strada un buon odore di terra proveniente dal lago salendo
ed è certo lui che le mette un braccio intorno al collo
scegliendole i capelli sino a sfiorarle una spalla
(appunto, questa mattina)
camera d’albergo #2
Gennaio 26, 2008 di piermariaper breve che sia, non abbiamo
ancora terminato di vestirci.
il movimento di vicoli francesi
più gli ospiti dell’albergo spariti
dopo averli incrociati sulle scale
più parte del tuo collo.
come quando la luce filtra
tra le persiane rigando gli abiti
sullo sfondo del letto più quelli sorretti
dalla regione per nulla chiara delle sedie.
poi, quasi trasparente, dev’essere il vento
che odora ogni termine materiale vicino al libro
(appunto, questa mattina)
[camera d'albergo #1]
Gennaio 23, 2008 di piermariaa)
tu che esci dalla doccia
con un vestito molto chiaro
addosso. il cielo del blu
entrando adagio nell’abitato.
più tardi nel riquadro della porta
dove appare una finestra
(appunto, questa mattina)
[quinto frammento concreto dal vivo]
Gennaio 15, 2008 di piermaria[quinto frammento concreto dal vivo]
a)
scrivere poi
i tuoi capelli sul cuscino
questa mattina, figure intente
a prosciugarsi, ripetutamente,
finiscono per cadervi svelti,
i tuoi capelli, e quasi privi di pensieri,
sopra le sponde mattiniere e dentro
le prime panchine, perché qui
il lago ha le sue maree, e tutte
le facce distratte dei fogli sopra i quali
scriviamo poesie
b)
ed i tuoi capelli
svelti e quasi privi di pensieri
questa mattina, come
l’aprirsi di una mano, maree
alle finestre senza appassire
la mattina dei tuoi capelli
sul cuscino spalancato ed
i gesti per prendervi il cuore
c)
i tuoi capelli questa mattina
sono un libro che ho scritto
sotto altro nome, coperto da
quelle maree che qui ha il lago,
a velocità uguali e costanti,
come le altre facce di un foglio
che asciugano su un un pontile,
quel punto della voce, il mio
ed il tuo nome, chiamato a scriverci
d)
quasi io leggessi
che qui il lago ha le sue maree,
regolate dalle formule che scrivono
i tuoi capelli sul cuscino, disegni che
indovinano la posizione improvvisa
di una macchia sulla parete o nell’
affettuoso l’aprirsi di una mano
dove muoiono i vetri delle nostre finestre
(4 appunti, questa mattina)




