per breve che sia, non abbiamo
ancora terminato di vestirci.
il movimento di vicoli francesi
più gli ospiti dell’albergo spariti
dopo averli incrociati sulle scale
più parte del tuo collo.
come quando la luce filtra
tra le persiane rigando gli abiti
sullo sfondo del letto più quelli sorretti
dalla regione per nulla chiara delle sedie.
poi, quasi trasparente, dev’essere il vento
che odora ogni termine materiale vicino al libro
(appunto, questa mattina)
Gennaio 27, 2008 alle 11:51 am |
l’ago ritrovato_