[secondo frammento concreto dal vivo]
non potremmo farci superare dalla scena, l’individuo
invernale in anticipo sulle sue macerie s’arrampica
sul rumore di un angolo infiammato della sedia,
lo spigolo dove sediamo, e possiamo scrutare
dietro le finestre finali la foglia,
la preda di quella sola foglia che fissa
il vuoto in qualche pausa del giardino,
quel giardino che rimasto tra i rami
è una patria poverissima, e noi più recenti
che mai, citati dal vivo di una stanza
che costeggia frutteti inventati da un acuto umano,
noi comodamente appoggiati sull’
infiammazione di un angolo ed a tratti
belli di noi, di quella terribile bellezza
che è un colpo di spugna sul paesaggio
(28.12.07) (appunto)



